i materiali digitali nella prototipazione 3D - TheRender

È ora di cambiare

Substance ha cambiato la mia vita e non sto esagerando. Dopo aver usato Substance ho deciso di cambiare lavoro e avviare un’attività che ha come protagonisti i materiali digitali.

Negli ultimi anni ho lavorato come Product Manager e ho gestito un laboratorio di abbigliamento tecnico nella Silicon Valley del ciclismo, nel nord d’Italia. Producendo abbigliamento ho visitato molti laboratori e la cosa che sempre mi ha disturbato è lo spreco di materiale in questo settore. I motivi di tale spreco sono molti e lunghi da spiegare. In prima persona mi sono trovato a tagliare dei pattern con forbice in mano per creare in laboratorio dei prototipi, sprecando una notevole quantità di materiale. Chi lavora nel settore sa inoltre che spesso il prototipo viene rifatto più volte da capo e quasi sempre bisogna attendere anche settimane l’arrivo di un nuovo materiale. Quindi non solo spreco di tessuto ma anche spreco di tempo ed energie. Ecco spiegato uno dei motivi del costo elevato dell’abbigliamento tecnico in negozio. Una catena di produzione obsoleta e poco ottimizzata con troppi passaggi “analogici”.

T-shirt in CLO3d con materiali Substance Source

Qualche tempo fa ho ripreso a lavorare con CLO ed essendo un appassionato entusiasta ho capito che ero sulla strada giusta. Tuttavia, inizialmente i miei capi tecnici con i materiali nativi di CLO oppure con quelli che trovavo in giro non erano reali, ma solo abbastanza realistici. Quando Substance Source è stato integrato nella versione 6 di CLO ho fatto subito una full immersion, non riuscivo più a dormire pensando a tutto quello che potevo creare. Ho iniziato a scorrere uno a uno i materiali della categoria fabric disponibili in Source e la mia immaginazione volava, continuavo a creare dei capi in CLO e ad applicare un materiale ogni volta diverso. 

Ad un certo punto ho trovato i materiali di Pauline Boiteux e sono stato folgorato. Ho iniziato a provare altri tipi di modelli e non più solo quelli sportivi. Oltre ad aver trovato i materiali giusti avevo anche incrementato la tipologia di prodotti che potevo prototipare in CLO. Non dovevo più tagliare con forbice il tessuto con relativo spreco, non avevo più bisogno del laboratorio per prototipare e neanche di aspettare settimane per la fornitura di nuovi tessuti. Avevo a disposizione tanti nuovi materiali a portata di click e volendo potevo anche costruirli con Substance Designer.

Lingerie creata in CLO3D trasformando i materiali di Pauline Boiteux

Ho una passione quasi ossessiva per i tessuti, al punto da riconoscere al tatto l’origine. Ho costruito legami di fiducia con i fornitori per imparare da loro ed essere sempre aggiornato. Sono anche un triatleta Ironman e per me avere il materiale giusto conta tanto durante gli allenamenti e le gare lunghe.

Così, il giorno dopo aver capito meglio a cosa serviva Substance Designer, ho iniziato a chiamare tutti i fornitori italiani che conosco che producono materiale tecnico, e alla domanda: Avete la versione digitale del vostro tessuto? La risposta era: Che cos’è? C’è una fonte di lavoro incredibile in questo settore e grazie a Substance Designer ho capito che avevo tutti i numeri per creare TheRender.

Ai produttori tessili che hanno paura di affrontare la sfida consiglio di valutare la meravigliosa opportunità di offrire i propri materiali emulati in Substance Designer a tutti i creatori e a tutti gli uffici prodotto, in modo immediato e rispettando le regole del nuovo mondo post pandemico.

Sono convinto che molta acqua sarà salvata dall’inquinamento quando il mondo del fashion e dell’abbigliamento inizierà ad usare i materiali virtuali. L’industria tessile è la seconda più inquinante dell’acqua e quando dico che Substance Source potrebbe salvare il mondo non sto sognando.

Io ho deciso di cambiare. D’ora in poi lavorerò ai prototipi digitali nel settore fashion utilizzando i materiali di Substance Source e ricreando i tessuti e materiali fisici catalogati nella vasta gamma del Made in Italy.

Blog autore: Johnnie 18 Dic 2020

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Ho scaricato il PDF Free da una sito Giapponese e poi ho creato la mia versione in Adobe Illustrator. Non avrei mai pensato di trovarne di simili.

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