Il mio primo cappellino in CLO 3D: Ethnic Bucket Hat - TheRender

Ethnic Bucket Hat

A un certo punto della mia esperienza con la modellazione 3D, ho iniziato a provare altri tipi di prodotti e non più solo abbigliamento da ciclismo e triathlon. Ricordo di aver pensato: Inizio dalla testa, tanto non so cosa creare.

Mi sono sempre piaciuti i cappelli da safari (così li chiamavo) e ricordo di averne avuto uno Reebok quando sono venuto in Italia nel 2002. Ho trovato online un pattern proprio con quel nome, Safari Hat. Da questo sito giapponese pieno di risorse (cartamodelli di ogni genere) ho scaricato gratuitamente il PDF e poi ho creato la mia versione in Adobe Illustrator. L’ho rinominato Bucket Hat ed ecco il primo risultato.

All’inizio avevo pensato a un materiale che avevo già scaricato da Substance Source. Ho applicato Camouflage Military come primo materiale e non era male.

Di solito quando lavoro a un progetto faccio delle pause. Le pause mi servono per capire se il lavoro mi piace e, nel caso della modellazione 3D, per cercare tra i nuovi materiali che vengono aggiornati con una frequenza altissima.

E così è successo anche con il Bucket Hat. Substance nel frattempo lancia nuovi tessuti e io abbandono l’onda militare optando per uno stile più etnico con i materiali di Pauline Boiteux. Ecco il risultato:

In questo nuovo post puoi vedere tutto il processo di realizzazione.

Pensavo sarebbe stato più difficile, in realtà è un capo molto semplice da fare e da rendere piacevole e reale, se inserisci i dettagli giusti. Metto di nuovo il progetto in pausa, chiudo il file e vado a fare la mia carrellata giornaliera su YouTube alla ricerca di ispirazioni.

Sono andato sul canale Lethal Crysis trovando questa sorpresa. I bambini albini in Tanzania, che vivono delle problematiche molto pesanti che non approfondisco qui perché non conosco abbastanza il tema, usano i Bucket Hat colorati come i miei!

Se qualche azienda o persona volesse investire in Bucket Hat, occhiali e crema solare, si potrebbe dare un bell’aiuto diretto, senza intermediari. Sorvolando (purtroppo) il problema principale di questi bambini, sarebbe un modo per rendere il nostro lavoro utile anche per chi non ha nulla.

Blog autore: Johnnie 20 Dic 2020

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Dopo aver usato Substance ho deciso di cambiare lavoro per avviare un’attività che ha come protagonisti i materiali digitali.

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Avere l’hardware minimo necessario è la cosa più importante per iniziare con CLO3D. Il software, infatti, ha delle richieste particolari.

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L’importanza del 3D Fabrics, ovvero l’arte di emulare tessuti e materiali rendendoli disponibili in ambiente digitale: i Tessuti Digitali.